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21 novembre, 2005

L'ABITO FA IL MONACO: PER CAPIRE, OSSERVATE

Pubblico & privato
di Francesco Alberoni


L’apparenza inganna, l’abito non fa il monaco. Proverbi stupidi che invitano alla pigrizia, perché tutto ciò che noi siamo si oggettiva all’esterno. I nostri sentimenti, i nostri valori, i nostri vizi, le nostre virtù si stampano nel nostro volto, nei nostri gesti, nel nostro linguaggio, nel nostro abbigliamento, nelle cose che leggiamo o non leggiamo, nell’arredamento della casa, dell’ufficio, nella scelta dei nostri amici, dei nostri collaboratori.
Noi siamo dei libri aperti. Ma la gente o ha gli occhi chiusi, o non sa leggere o non lo legge con attenzione. I grandi investigatori sono capaci di cogliere sfumature insignificanti, capiscono se uno è il gregario o il capo di un’organizzazione malavitosa.
Anche i grandi registi, i grandi scrittori sono abituati a osservare e, con pochi particolari, sanno tratteggiarti un personaggio. Ma anche noi possiamo farlo con un po’ di attenzione. Ci si presenta un uomo elegante, vivace, si offre di aiutarci. Lo cerchiamo nella sua impresa e risponde una centralinista sgraziata, ci passa un numero dove non risponde nessuno. Guardiamo la sua homepage su Internet, è caotica, disordinata. Ci basta. Inoltre la gente si tradisce sempre. Basta avere pazienza e ricordare cosa si è visto o sentito. A volte per capire se uno vi farà sbagliare basta dare ascolto a un senso di disagio interiore, a un dubbio che vi ha afferrato mentre faceva la sua proposta.
A volte basta ricordare un frammento di conversazione udito per caso. Ricordo l’episodio di una signora affascinante di cui ero ospite a cena. Passando mi è capitato di sentirla parlare al telefono non so con chi. Vomitava minacce e oscenità con tale furia, con tale odio da fare paura. Per sapere di più di una persona fatela parlare, datele corda, guardatela negli occhi e fate cenno di sì con la testa come se foste affascinati e d’accordo. Poi ponete domande, chiedete chiarimenti dandole un’impressione di complicità. Faceva così l’avvocato Gianni Agnelli. È il metodo usato dall’investigatore Poirot nei libri di Agatha Christie.
Non fatevi trarre in inganno dagli stereotipi, dai pregiudizi. Molti del mondo cattolico pensano che la vera credente debba essere bruttina e vestita in modo dimesso. Io ricordo la stupenda madre badessa del convento di Castelnuovo Fogliani che sembrava una regina. E conosco una mistica che ha la bellezza e l’eleganza di una grande attrice. Ma basta pensare a Papa Wojtyla all’inizio del pontificato, alto, bello, forte, fiero, solenne, magnetico, affascinante.


21 novembre 2005
Corriere della Sera